Autore: Luana Stinziani

Ecomondo 2022: i numeri da record

Grande successo per Ecomondo 2022, la 25esima edizione della manifestazione si è svolta presso il Quartiere Fieristico di Rimini dall’8 all’11 novembre scorsi, in concomitanza con Key Energy, l’evento dedicato alle tecnologie e alle soluzioni punto di partenza e diffusione delle energie rinnovabili.

Ecomondo 2022 segna numeri da record: 41% in più di presenze totali rispetto al 2021 e + 15% sul 2019, anno record per totale di visitatori.
Inoltre, la manifestazione ha visto raddoppiate le presenze estere provenienti da circa 90 paesi grazie anche all’internalizzazione avviata da Italian Exibition Group.

Ecomondo e Key Energy confermano quanto il nostro paese tenda sempre più verso scenari economici green, descritti in maniera approfondita dalla ricerca Nuova sfida per la transizione ecologica delle imprese italiane, promossa dal Consiglio Nazionale della Green Economy e presentata in apertura della manifestazione internazionale e dallo studio Scenari energetici dirompenti per l’Italia, sui cui risultati molto si è discusso presso Key Energy.

A Ecomondo l’incontro tra le aziende e le istituzioni

Ecomondo 2022 centra e rinnova l’obiettivo di fare rete, mettere in contatto le aziende italiane, impegnate su tutti i campi della sostenibilità ambientale e le istituzioni, quali la Commissione europea, il Ministero dell’Ambiente e molteplici Fondazioni e Consorzi del settore.
Ogni anno rappresenta lo stimolo per il visitatore, che attraverso un fitto programma di incontri, convegni e dibattiti comprende lo stato dell’arte della circular economy e i ruoli dei diversi attori in gioco; e per le istituzioni, già ampiamente impegnate nella transizione ecologica, con circa 24 miliardi di euro stimati per il consumatore fino al 2030.

Anche la copertura mediatica delle due manifestazioni è impressionante: 550 milioni di contatti lordi Italia-Estero.

I numeri del 2022 sono sorprendenti se paragonati a quelli di 25 anni fa, quando Ecomondo contava solo 3mila m² espositivi.
Oggi, i metri quadri sono diventati 130mila e gli espositori 1400: l’edizione 2022 di Ecomondo è stata la pregevole vetrina per le aziende italiane e internazionali impegnate nella produzione di macchinari e tecnologie all’avanguardia inserite tra i settori principali dell’economia circolare: acqua, bonifica e rischio idrogeologico, bioeconomia circolare e rifiuti e risorse.

Lo stand Ecotecnica Europe a Ecomondo 2022

Ecotecnica Europe rientra a pieno titolo tra le aziende virtuose del nostro made in Italy per la produzione di presse e presse cesoie per autodemolitori, per il riciclaggio e l’ecologia.
Peraltro, quest’anno l’azienda, presente allo stand 174 padiglione C3, ha esposto il modello Orca, pressa tra le più richieste del settore autodemolizioni.

Pressa cesoia Orca in esposizione


I circa 600 buyers esteri hanno potuto osservare da vicino il macchinario e confrontarsi con agenti provenienti da Argentina, Polonia e Canada.

Insomma, Ecomondo e Key Energy si confermano le due manifestazioni di punta per la green economy e dal 2023 avranno vita propria: Ecomondo si terrà sempre a Rimini dal 7 al 10 novembre e Key Energy dal 22 al 24 marzo.

Ci vediamo a Rimini nel 2023.
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Ecomondo 2022: economia circolare e transizione ecologica

8 – 11 novembre 2022, Quartiere Fieristico di Rimini

Ecotecnica Europe partecipa a Ecomondo, presso il Quartiere Fieristico di Rimini, la più grande manifestazione in Europa e nel bacino del Mediterraneo per la transizione ecologica e l’economia circolare.

L’azienda avrà modo di presentare le ultime novità, mostrando ancora una volta la sua propensione a produrre macchinari tecnologicamente avanzati, votati all’innovazione e al rispetto per l’ambiente.
I visitatori avranno la possibilità di vedere dal vivo uno dei macchinari di punta della nostra produzione per autodemolizioni e rottami e confrontarsi con i nostri agenti provenienti dall’Argentina, dalla Polonia e dal Canada.

Ecomondo è la fiera internazionale che riunisce in un’unica occasione tutti i settori dell’economia circolare: recupero della materia, sostenibilità ambientale ed energia.
Un format consolidato che guarda al futuro, favorendo la collaborazione imprenditoriale.
Ecomondo è l’occasione per fare network, per confrontarsi e trovare nuove proficue e interessanti collaborazioni.
Inoltre, è il momento, grazie al confronto con le istituzioni italiane ed europee, per fare il punto sulle novità normative, a partire dall’Industria 4.0.


Ti aspettiamo a Rimini dall’8 all’11 novembre 2022
Padiglione C3 Stand 174.

Il futuro degli autodemolitori: transizione elettrica e standard europei

La transizione elettrica investe anche il settore degli autodemolitori, già impegnati con l’adeguamento alle normative europee.
Ma quali sono i limiti attuali del comparto e quali le prospettive future, con impianti capaci di lavorare veicoli a combustione interna ed elettrici?

Vediamolo nel dettaglio.

La normativa europea auspica che circa l’85% in peso dei materiali di un veicolo fuori uso siano riciclati.

In particolare, la Direttiva 200/53/CE sul riciclo dei veicoli fuori uso, recepita nel Decreto legislativo 24 giugno 2003, prevede una percentuale di reimpiego e recupero del 95%, solo il 5% rientrerebbe nei materiali non riciclabili: l’85% del riuso e del riciclo dei veicoli demoliti sommato a un 10% di risparmio energetico.
L’Italia è lungi dal raggiungere tali standard, soprattutto a causa dell’assenza di strutture adeguate al recupero energetico e al trattamento del fluff.
Gli autodemolitori in Italia sono circa 1450, gestiscono 1 milione e 200 mila veicoli a fine vita, smaltendo circa 1,3 milioni di tonnellate di materiali ferrosi e non ferrosi.
Sia i dati italiani che quelli europei, con lo smaltimento totale di circa 7/8 milioni di veicoli enf of life, ci dicono quanto gli autodemolitori abbiano un ruolo davvero importante nell’ottica dell’economia circolare.

Veicoli fuori uso: il presente della rottamazione in Italia

La rottamazione di un veicolo segue diverse valutazioni, alcune puramente soggettive, quali la necessità di un’auto nuova determinata da gusti personali o da eventi o incidenti che hanno modificato irreparabilmente le funzionalità del veicolo.
Altre volte sono le normative vigenti, anche a livello locale, a spingere il piede dell’acceleratore verso il più vicino autodemolitore.

All’interno dell’impianto di autodemolizione il veicolo fuori uso viene privato delle componenti considerate pericolose, per mezzo di operazioni di messa in sicurezza. Successivamente sono estratti tutti i pezzi di ricambio da immettere sul mercato, provvedendo poi alla selezione dei rifiuti pericolosi, solo dopo, il veicolo è pressato e ridotto a cubo di lamiera.

Qui entrano in gioco gli impianti di frantumazione ed è in questa fase che il sistema appare lacunoso e frammentario, con alcuni impianti privi delle Bat (Best Available Techniques), cioè delle migliori tecnologie e altri, invece, dotati di sistemi di riciclaggio molto avanzati, con tecniche di separazione evoluta e riciclaggio del fluff.

Il fluff è la parte più difficile da riciclare, contenente sia la componente più leggera in uscita dalla frantumazione, quella che gli addetti ai lavori definiscono come light fluff e l’heavy fluff, cioè la componente più pesante, rappresentata da residui di plastica, rame, alluminio etc.

Veicoli fuori uso: si va verso il futuro

Per raggiungere gli standard europei, di cui abbiamo parlato a inizio articolo, è fondamentale investire nella funzionalità e nell’efficienza degli impianti, acquistando presse e presse cesoie altamente tecnologizzate come quelle presenti nel nostro catalogo.

Macchinari progettati per ottimizzare il processo produttivo, gestendo l’ingresso dei veicoli e l’uscita delle materie prime, comprese le cosiddette materie prime seconde, cioè gli scarti della produzione o di prodotti a fine vita da reimmettere nel mercato come materie prime, con le stesse modalità di vendita dei materiali da estrazione.
Waste Framework Directive (2008/98/EC)

Le sfide che attendono il settore degli autodemolitori sono tante, dalle crisi geopolitiche ancora in atto, alla scarsità delle materie prime che rendono difficile la consegna delle presse in tempi brevi (ne abbiamo parlato qui), all’obbligo di adeguarsi alla normativa vigente.

A Modena, il confronto degli autodemolitori italiani ed europei

Di questi temi si è ampiamente discusso all’ADA Premium Event, tenutosi a Modena lo scorso 25 giugno.
L’evento promosso dall’Associazione Demolitori di veicoli e Assoambiente è stata l’occasione per discutere dei nuovi sistemi di controllo e autocontrollo, della transizione ecologica e di veicoli elettrici.
In particolare, lo smaltimento dei veicoli elettrici è un tema da affrontare nell’immediato, perché porterà profondi cambiamenti nel settore, che si troverà con circa il
30% in meno del peso del rottame e conseguente azzeramento della vendita dei pezzi del motore, cambi e trasmissioni.

Il futuro degli autodemolitori? Investire nella qualità, acquistando macchinari di ultima generazione per godere anche delle agevolazioni dell’Industria 4.0.

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