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Autore: Luana Stinziani

Industria 5.0: tutte le novità sul credito d’imposta

Sei un autodemolitore e vuoi acquistare una pressa nuova, perché quelle a tua disposizione sono obsolete e non adeguate alle normative ambientali? Contatta Ecotecnica Europe e scopri come puoi usufruire delle agevolazioni dell’Industria 5.0.

Il settore delle autodemolizioni si trova di fronte a una trasformazione radicale, guidata dall’innovazione tecnologica e dalla sostenibilità ambientale.
Ecotecnica Europe, leader nel settore, emerge come un fornitore all’avanguardia di presse progettate per integrarsi perfettamente con le nuove esigenze del settore autodemolizioni.

I nostri macchinari, infatti, non solo migliorano l’efficienza operativa, ma contribuiscono a diminuire i consumi energetici in linea con gli obiettivi di sostenibilità propri dell’Industria 5.0.

Vediamo insieme come funziona, chi può fare richiesta delle agevolazioni e come calcolare la riduzione dei consumi.

Chi può accedere a Transizione 5.0?

L’accesso alle iniziative e ai benefici legati all’Industria 5.0 è generalmente rivolto alle imprese considerate sane, cioè tutte le imprese e le organizzazioni residenti sul territorio italiano indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore di appartenenza, dal regime fiscale e dalla dimensione, che abbiano effettuato investimenti nel 2024 e nel 2025 in strutture produttive o innovazioni tecnologiche volte a una riduzione dei consumi energetici.

Ovviamente è fondamentale che tali imprese siano a norma nel versamento dei contributi e nel rispetto della sicurezza.
Sono escluse, altresì, le imprese in stato di liquidazione volontaria o coatta, fallimento, concordato preventivo, destinatarie di sanzioni interdittive etc.

Quali sono gli investimenti che rientrano nell’Industria 5.0?

Le categorie di investimenti agevolati sono le stesse previste da Industria 4.0.
È obbligatoria l’interconnessione con il sistema aziendale di gestione della produzione o la rete di fornitura, garantendo una riduzione dei consumi energetici del 3% per i progetti di innovazione a livello nazionale o del 5% per specifici processi industriali.

Le agevolazioni si estendono ai software, sistemi o piattaforme che monitorano ed elaborano dati sui consumi energetici (intelligenza artificiale o Internet of Things IoT); inoltre, sono compresi anche i software relativi alla gestione di impresa, in questo caso, però, la normativa richiede che le due tipologie siano acquistate insieme, con specifiche dettagliate riguardo al fornitore, ai tempi e alle caratteristiche di efficienza.

Come richiedere i contributi?

Per ottenere il contributo, le imprese devono presentare una comunicazione formale sia prima che dopo l’implementazione dei progetti (ex ante ed ex post) al Ministero delle Imprese, seguendo le direttive dettagliate fornite nel paragrafo 17.
È importante notare che il riconoscimento del contributo è condizionato alla presentazione di certificazioni specifiche rilasciate da un valutatore indipendente.

Il valutatore sarà incaricato di valutare, sia prima dell’implementazione sia dopo, la potenziale riduzione dei consumi energetici derivanti dagli investimenti nei beni indicati. Inoltre, dovrà confermare la conformità degli investimenti rispetto alla certificazione preliminare e la loro integrazione con il sistema aziendale di gestione della produzione o la rete di fornitura.

Le Piccole e Medie Imprese (PMI) possono usufruire anche di un credito d’imposta per le spese sostenute per l’analisi e la certificazione del valutatore indipendente, fino a un costo massimo di 10.000 €.

Per quanto concerne il calcolo della riduzione dei consumi energetici esso è determinato annualmente, in proporzione ai consumi registrati nell’anno precedente all’inizio degli investimenti, escludendo variazioni nei volumi produttivi e condizioni esterne che influenzano i consumi energetici. Per le imprese di nuova costituzione, il risparmio energetico è calcolato rispetto a consumi medi annui di un’ipotetica situazione senza gli investimenti.

Su questo punto, però sono necessari ancora chiarimenti sui requisiti e sui criteri, seguiranno, infatti, Decreti attuativi.

Come sfruttare il credito d’imposta?

Come nel caso di Industria 4.0, il credito d’imposta ottenuto può essere utilizzato solamente per la compensazione. È importante notare che tale credito deve essere utilizzato entro il 31 dicembre 2025, altrimenti il rimanente dovrà essere compensato in 5 rate annuali uguali.

È interessante sottolineare che il Ministero delle Imprese, prima di comunicare ai beneficiari, trasmette all’Agenzia delle Entrate l’elenco delle imprese ammesse all’agevolazione e l’importo del credito concesso, al fine di effettuare controlli.

Il credito d’imposta concesso diventa disponibile per i beneficiari entro 10 giorni dalla decisione di concessione.

Come avviene per il credito d’imposta 4.0, tutti i documenti di acquisto, come fatture, contratti di leasing e documenti di trasporto, devono fare esplicito riferimento alle disposizioni previste.

Inoltre, è richiesta la certificazione delle spese effettuate da parte di un revisore contabile.
Nel caso in cui l’azienda non disponga di un revisore contabile, la certificazione può essere rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti; questo anche per le imprese non soggette per legge alla revisione legale dei conti e a fronte di una spesa massima di 5000 euro, i costi possono essere usati come crediti d’imposta.

Aggiungiamo che il credito, in questo caso, NON È CUMULABILE con altre agevolazioni, europee o italiane, compreso la ZES unica.

L’avvento dell’Industria 5.0 rappresenta un’opportunità imperdibile per il settore delle autodemolizioni e rottamai.
Investire nell’acquisto di presse altamente tecnologiche come quelle offerte da Ecotecnica Europe significa non solo adeguarsi alle normative ambientali in modo efficiente, ma anche migliorare significativamente la produttività e la sostenibilità delle operazioni di demolizione.

Contattaci per saperne di più.

IFAT MONACO 2024

Quando: 13-17 maggio 2024

Dove: Monaco, Germania

Anche quest’anno Ecotecnica Europe rinnova la sua presenza alla fiera IFAT di Monaco, in programma dal 13 al 17 maggio 2024 presso il centro fieristico di Monaco.

L’IFAT di Monaco rappresenta uno dei palcoscenici più importanti al mondo per tutte le aziende che lavorano nei settori di Acqua, Rifiuti, Materie prime, Pulizia e Medio Ambiente.
Ad oggi si sono registrate aziende provenienti da circa 50 paesi, che occuperanno una superfice di 260mila metri quadrati e 18 padiglioni.

Vieni a scoprire tutte le novità in casa Ecoctecnica Europe.

Durante la fiera, presenteremo tutta la gamma di presse e presse cesoie, realizzate completamente in Italia per soddisfare le esigenze del comparto autodemolizioni.

I nostri agenti saranno a tua disposizione per rispondere a ogni domanda e chiarimento sui nostri macchinari dedicati al riciclo di materiali ferrosi e non ferrosi.
Presso lo STAND 220, HALL B4, avrai l’opportunità di conoscere più da vicino le proposte innovative del nostro catalogo.

Non mancare!

Ci troverai allo Stand B4/ 220

Riciclo veicoli fuori uso: proposte per il futuro

Il riciclo veicoli fuori uso in Italia e in Europa è una questione prioritaria, basti pensare che in Europa l’industria automobilistica genera circa 11 milioni di tonnellate di rifiuti.

Mentre nel nostro paese i veicoli a fine vita sono circa 1 milione.
Sempre dando un’occhiata ai dati europei, la percentuale maggiore di veicoli fuori uso è destinata al riciclo e al riuso, la restante parte al recupero.

Come già visto in un articolo precedente (puoi leggerlo qui per intero) l’Italia per quanto concerne il riutilizzo e il riciclo è in linea con i trend europei, con una percentuale pari all’87,4% del peso medio del veicolo.
Invece, per quanto riguarda il recupero totale siamo circa 10 punti percentuali in meno rispetto agli standard europei.
La gestione dei veicoli fuori uso spetta agli autodemolitori italiani, circa 1450. Solo a Roma, per esempio, troviamo 80 autodemolitori ufficialmente attivi.
Il settore sta attraversando un periodo di profondi cambiamenti anche in vista della sfida della Transizione ecologica, che non può non costare adeguamenti, a partire dai macchinari utilizzati.
Ecotecnica Europe produce presse all’avanguardia per il riciclo di metalli ferrosi e non ferrosi, sviluppando macchinari a basso consumo e impatto ambientale che permettono ai nostri clienti di usufruire delle agevolazioni e degli incentivi statali.

Riciclo veicoli e riuso: le proposte del rapporto AIRA

Se torniamo alle sfide del settore, la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e l’Associazione Industriale Riciclatori Auto (AIRA), propone una serie di soluzioni in grado di traghettare gli autodemolitori verso il raggiungimento degli obiettivi UE.

AIRA propone di introdurre in Italia una disciplina sul riciclo dei veicoli fuori uso con regime EPR, responsabilità estesa del produttore, in grado di rispondere ai principi di responsabilità contenuti nella direttiva.
 In Europa, in linea con i provvedimenti e le misure volte a favorire l’economia circolare, di principio di responsabilità del produttore si parla da anni, ma sembra che ogni Stato agisca in maniera arbitraria.


La Fondazione sottolinea come sia necessario tracciare efficacemente le performance di trattamento anche per le case automobilistiche e contrastare le esportazioni di veicoli usati al solo scopo di ridurre gli obblighi tributari.

Inoltre, è richiesta una normativa di riciclo personalizzata in base alla frazione di materiale e nuovi investimenti a sostegno della ricerca e delle innovazioni impiantistiche, che riducano anche il gap tra le aree del nostro paese. Infine, si chiede l’applicazione della disciplina a veicoli fuori uso fino a questo momento esclusi, come automezzi dal peso maggiore alle 3,5 t e i motocicli.

La proposta, in generale, è quella di rendere quanto più uniforme la legislazione italiana a quella europea.

Sei interessato ad approfondire questi argomenti? Continua a leggere il nostro blog, ricco di spunti interessanti.




Nuova Sabatini Green: da gennaio al via le domande

La Nuova Sabatini Green mette in cantiere nuove misure per incentivare l’acquisto di presse e presse cesoie dal 2023, volte a sostenere l’attività di micro, piccole e medie imprese.

In generale, il Decreto Interministeriale del 22 aprile 2022 ha disciplinato due linee di intervento: la Nuova Sabatini Green, volta a favorire l’accesso delle aziende (PMI) a finanziamenti e contributi per investimenti in macchinari, impianti e attrezzature nuove a uso produttivo a basso impatto ambientale e la Nuova Sabatini Sud, che prevede agevolazioni extra per le imprese che operano nel sud Italia.

Lo scorso 6 dicembre il Mise ha finalmente pubblicato la Circolare Direttoriale n 410823, che esplica i dettagli della Nuova Sabatini Green.
Vediamo, ora, quali sono le integrazioni e le agevolazioni fiscali previste anche per il settore delle autodemolizioni.

Sono ammessi, come anticipato, tutti i settori produttivi, fatta eccezione per le attività finanziarie e assicurative.
Nella circolare sono descritti i termini e le modalità per la presentazione delle domande, i requisiti, nonché lo schema della richiesta e tutta la documentazione che l’impresa dovrà fornire per beneficiare delle agevolazioni previste dal 1 gennaio 2023.

I finanziamenti agevolati previsti dal contributo sabatini Green serviranno a sostenere gli investimenti, a coprire in parte gli interessi e gli investimenti green legati all’acquisto di macchinari e attrezzature a basso impatto ambientale, i quali dovranno essere dimostrati con una correlata certificazione sul macchinario, attrezzatura o processo produttivo.

Devi acquistare una pressa cesoia? Richiedi informazioni agli agenti di Ecotecnica Europe, sempre informati sui cambiamenti normativi in atto.

Sul sito del Mise, leggiamo che l’investimento può essere coperto per intero da prestito bancario o in leasing.
Inoltre, il finanziamento può essere coperto dalla garanzia del Fondo di garanzia per piccole e medie imprese e affinché la copertura sia estesa all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso è importante che si verifichino tali condizioni:

  • Durata: non superiore ai 5 anni
  • Importo: compreso tra i 20mila e i 4 milioni di euro
  • Utilizzo: per coprire gli investimenti ammissibili

Inoltre, il contributo del Ministero è calcolato su un finanziamento della durata di 5 anni, commisurato al valore degli interessi e di pari importo dell’investimento con un tasso d’interesse annuo pari a: 2,75% investimenti ordinari, 3,575% investimenti 4.0 (leggi qui cosa rientra nell’industria 4.0) e 3,575% per investimenti green (dal 1° gennaio 2023)

Anche per la Sabatini Green, così come per le misure precedenti vedi investimenti 4.0, la modalità di presentazione della domanda resta la medesima: l’impresa presenta alla banca o all’intermediario la richiesta di finanziamento congiuntamente alla domanda di accesso al contributo.
È la banca o l’intermediario finanziario che dopo controllo della regolarità formale e fiscale della documentazione allegata, procede alla prenotazione delle risorse economiche.

In conclusione, la Nuova Sabatini Green è finalizzata a incentivare la sostenibilità dei processi produttivi, favorendo l’acquisto di macchinari eco e tecnologici come le nostre presse.

Per informazioni sulla Nuova Sabatini 2023 ti invitiamo a visitare il sito del Mise o a compilare il form qui: un nostro incaricato ti ricontatterà a breve!

Come vengono gestiti i veicoli fuori uso dal settore demolizioni

Ecotecnica Europe produce presse e presse cesoie per il comparto demolizioni, investendo risorse ed energie nella progettazione di macchinari all’avanguardia per il lo smaltimento di veicoli fuori uso, il cui compiacimento del cliente rimane il nostro obiettivo non solo nella fase della vendita del prodotto, ma anche in fase di assistenza.

Da sempre riconosciamo il valore dello smaltimento dei veicoli a fine vita nell’ottica dell’economia circolare: parliamo di una miniera inesauribile di materiali che se pressati e riciclati adeguatamente possono apportare vantaggi notevoli e non solo in termini economici.

Riciclo veicolo a fine vita: come funziona?

Un’auto a fine vita pesa 1088 kg, costituita da un 70% di metallo ferroso, 4% non ferroso e circa il 14% di materiali come plastica e vetro. A questo bisogna aggiungere il peso delle carcasse, batteria e guaina dei cablaggi.
In quest’ultimi anni, il settore si interroga su come avverrà il riciclo dei veicoli a fine vita elettrici, soprattutto per quanto concernerà lo smaltimento delle batterie.

È vero, altresì, che quando un’auto è rottamata, diventa un rifiuto a tutti gli effetti e le componenti più pericolose devono essere smaltite nel modo giusto.
La messa in sicurezza del veicolo fuori uso consiste, appunto, nella rimozione delle componenti pericolose.
Gli autodemolitori annotano su particolari registri una sorta di bilancio dei rifiuti, il MUD, utile soprattutto agli enti preposti a controllare che l’impresa abbia rispettato gli obblighi normativi, anche in materia di tutela ambientale.

Nella pratica, invece, il veicolo fuori uso va privato delle parti pericolose. Successivamente si procede allo smontaggio di vetri e plastica, destinati a impianti adatti al loro riciclo.

Infine, il veicolo viene frantumato e pressato con macchinari appositi, come quelli prodotti da Ecotecnica Europe, dopo previa separazione dei metalli ferrosi e non ferrosi (rame o alluminio), destinati alle acciaierie dai ASR (residui di frantumazione auto).
Si stima che il 15% del fabbisogno delle acciaierie italiane tragga linfa vitale dalla rifusione del materiale ferroso proveniente dal settore demolizioni.

Veicoli a fine vita: il problema del fluff

Occorre, poi, smaltire la componente non metallica, trasformata in fluff.
Il fluff è appunto la parte volatile ottenuta dalla frantumazione dei veicoli, composta per lo più da plastica e tappezzeria, destinata alla discarica.
Oggi sono al vaglio delle istituzioni soluzioni per convertire il fluff in combustibile.
È proprio il recupero del fluff, secondo le associazioni di settore, l’ago della bilancia per raggiungere gli standard europei.

In conclusione, bisogna incentivare il recupero di tutti i materiali, cercando di coinvolgere anche le Regioni con investimenti e agevolazioni fiscali che permettano agli autodemolitori di acquistare presse e macchinari all’avanguardia.



Rapporto ISPRA 2022: più rifiuti prodotti rispetto al 2020

Pubblicato e presentato alla Camera lo scorso dicembre il Rapporto Ispra 2022, frutto del lavoro di raccolta dati del Centro Nazionale dei rifiuti e dell’Economia Circolare dell’ISPRA (Istituto superiore per la produzione e ricerca ambientale), che analizza la produzione, la raccolta differenziata, la gestione dei rifiuti urbani e di imballaggio, compreso l’import export a livello locale, nazionale e internazionale.

La fine della crisi pandemica ha avuto importanti risvolti anche sulla ripresa della produzione dei rifiuti. Infatti, aumenta la produzione dei rifiuti e di conseguenza del lavoro delle discariche, grazie alla ripresa del pendolarismo e del turismo.
Inoltre, la crescita dei rifiuti non è parallela a quella del PIL e dei consumi delle famiglie.
Vediamo i dati del Rapporto nel dettaglio.

Rapporto Ispra 2022: ecco i dati

Nel 2021 la produzione di rifiuti urbani si attesta sui 29, 6 milioni di tonnellate, con un aumento del 2,3% rispetto all’anno precedente.
La raccolta differenziata è stimata intorno al 64% (+ 1% rispetto al 2020) e secondo i dati raccolti, i rifiuti di carta e cartone rappresentano circa il 19% del totale.

Analizzando la situazione a livello regionale, il Veneto e la Sardegna sono le regioni più virtuose tra le 9 che hanno totalizzato percentuali al di sopra della media nazionale, molto bene la Basilicata, meno la Sicilia.
Cagliari è la città metropolitana che registra una crescita maggiore.
La crescita della raccolta differenziata ha messo in luce due grandi problemi del nostro paese: la mancanza di impianti per il trattamento dei rifiuti urbani e il ricorso eccessivo al conferimento in discarica.
In particolare, i rifiuti avviati a impianti rappresentano il 50% del totale di quelli prodotti, Gli impianti di gestione dei rifiuti urbani, operativi nel 2021, sono 657: 349 al Nord, 116 al Centro e 192 al Sud. 

Tra i rifiuti urbani 5,4 milioni di tonnellate sono stati destinati all’incenerimento, in impianti specializzati che per la maggior parte (26 su 37) si trovano nelle aree del centro nord Italia.

Lieve calo per il recupero complessivo degli imballaggi.

Il Rapporto Ispra 2022 sottolinea come grazie all’impiego di tecnologie e macchinari all’avanguardia (come le presse di Ecotecnica per quanto riguarda lo smaltimento dei veicoli a fine uso) gli obiettivi UE al 2025 sono già stati superati per tutte le frazioni di imballaggio, eccetto la plastica.

Segnalato un generale aumento delle tariffe per la gestione dei rifiuti urbani: Venezia è la città con i costi maggiori, più di 300 euro ad abitante.

Esportazione e importazione rifiuti a livello europeo

In Italia l’esportazione di rifiuti urbani supera tre volte le importazioni.
Nel 2021 sono state esportate 659mila tonnellate di rifiuti e ne sono state importate 219mila. Le Regioni che esportano di più sono Lazio e Campania e i paesi, che in Europa, ne accolgono di più sono l’Austria, il Portogallo e la Spagna.
La Lombardia e il Piemonte sono tra le regioni che lavorano di più rifiuti dall’estero: come il vetro proveniente dalla Svizzera o la plastica proveniente principalmente dalla Francia.

Infine, il 2021 è stato l’anno della ripresa del PNRR e tra gli obiettivi più immediati, confermati dai dati del Rapporto, la necessità di accrescere il numero degli impianti per lo smaltimento dei rifiuti urbani e investire fondi volti a colmare il divario fra nord e sud del paese.

Vuoi confrontare i dati con il Rapporto Ispra 2021? Li trovi qui.



Ecomondo 2022: i numeri da record

Grande successo per Ecomondo 2022, la 25esima edizione della manifestazione si è svolta presso il Quartiere Fieristico di Rimini dall’8 all’11 novembre scorsi, in concomitanza con Key Energy, l’evento dedicato alle tecnologie e alle soluzioni punto di partenza e diffusione delle energie rinnovabili.

Ecomondo 2022 segna numeri da record: 41% in più di presenze totali rispetto al 2021 e + 15% sul 2019, anno record per totale di visitatori.
Inoltre, la manifestazione ha visto raddoppiate le presenze estere provenienti da circa 90 paesi grazie anche all’internalizzazione avviata da Italian Exibition Group.

Ecomondo e Key Energy confermano quanto il nostro paese tenda sempre più verso scenari economici green, descritti in maniera approfondita dalla ricerca Nuova sfida per la transizione ecologica delle imprese italiane, promossa dal Consiglio Nazionale della Green Economy e presentata in apertura della manifestazione internazionale e dallo studio Scenari energetici dirompenti per l’Italia, sui cui risultati molto si è discusso presso Key Energy.

A Ecomondo l’incontro tra le aziende e le istituzioni

Ecomondo 2022 centra e rinnova l’obiettivo di fare rete, mettere in contatto le aziende italiane, impegnate su tutti i campi della sostenibilità ambientale e le istituzioni, quali la Commissione europea, il Ministero dell’Ambiente e molteplici Fondazioni e Consorzi del settore.
Ogni anno rappresenta lo stimolo per il visitatore, che attraverso un fitto programma di incontri, convegni e dibattiti comprende lo stato dell’arte della circular economy e i ruoli dei diversi attori in gioco; e per le istituzioni, già ampiamente impegnate nella transizione ecologica, con circa 24 miliardi di euro stimati per il consumatore fino al 2030.

Anche la copertura mediatica delle due manifestazioni è impressionante: 550 milioni di contatti lordi Italia-Estero.

I numeri del 2022 sono sorprendenti se paragonati a quelli di 25 anni fa, quando Ecomondo contava solo 3mila m² espositivi.
Oggi, i metri quadri sono diventati 130mila e gli espositori 1400: l’edizione 2022 di Ecomondo è stata la pregevole vetrina per le aziende italiane e internazionali impegnate nella produzione di macchinari e tecnologie all’avanguardia inserite tra i settori principali dell’economia circolare: acqua, bonifica e rischio idrogeologico, bioeconomia circolare e rifiuti e risorse.

Lo stand Ecotecnica Europe a Ecomondo 2022

Ecotecnica Europe rientra a pieno titolo tra le aziende virtuose del nostro made in Italy per la produzione di presse e presse cesoie per autodemolitori, per il riciclaggio e l’ecologia.
Peraltro, quest’anno l’azienda, presente allo stand 174 padiglione C3, ha esposto il modello Orca, pressa tra le più richieste del settore autodemolizioni.

Pressa cesoia Orca in esposizione


I circa 600 buyers esteri hanno potuto osservare da vicino il macchinario e confrontarsi con agenti provenienti da Argentina, Polonia e Canada.

Insomma, Ecomondo e Key Energy si confermano le due manifestazioni di punta per la green economy e dal 2023 avranno vita propria: Ecomondo si terrà sempre a Rimini dal 7 al 10 novembre e Key Energy dal 22 al 24 marzo.

Ci vediamo a Rimini nel 2023.
Continua a seguire i nostri profili, per rimanere aggiornato sulle nostre presse, sugli eventi e le news di settore.

Ecomondo 2022: economia circolare e transizione ecologica

8 – 11 novembre 2022, Quartiere Fieristico di Rimini

Ecotecnica Europe partecipa a Ecomondo, presso il Quartiere Fieristico di Rimini, la più grande manifestazione in Europa e nel bacino del Mediterraneo per la transizione ecologica e l’economia circolare.

L’azienda avrà modo di presentare le ultime novità, mostrando ancora una volta la sua propensione a produrre macchinari tecnologicamente avanzati, votati all’innovazione e al rispetto per l’ambiente.
I visitatori avranno la possibilità di vedere dal vivo uno dei macchinari di punta della nostra produzione per autodemolizioni e rottami e confrontarsi con i nostri agenti provenienti dall’Argentina, dalla Polonia e dal Canada.

Ecomondo è la fiera internazionale che riunisce in un’unica occasione tutti i settori dell’economia circolare: recupero della materia, sostenibilità ambientale ed energia.
Un format consolidato che guarda al futuro, favorendo la collaborazione imprenditoriale.
Ecomondo è l’occasione per fare network, per confrontarsi e trovare nuove proficue e interessanti collaborazioni.
Inoltre, è il momento, grazie al confronto con le istituzioni italiane ed europee, per fare il punto sulle novità normative, a partire dall’Industria 4.0.


Ti aspettiamo a Rimini dall’8 all’11 novembre 2022
Padiglione C3 Stand 174.

Il futuro degli autodemolitori: transizione elettrica e standard europei

La transizione elettrica investe anche il settore degli autodemolitori, già impegnati con l’adeguamento alle normative europee.
Ma quali sono i limiti attuali del comparto e quali le prospettive future, con impianti capaci di lavorare veicoli a combustione interna ed elettrici?

Vediamolo nel dettaglio.

La normativa europea auspica che circa l’85% in peso dei materiali di un veicolo fuori uso siano riciclati.

In particolare, la Direttiva 200/53/CE sul riciclo dei veicoli fuori uso, recepita nel Decreto legislativo 24 giugno 2003, prevede una percentuale di reimpiego e recupero del 95%, solo il 5% rientrerebbe nei materiali non riciclabili: l’85% del riuso e del riciclo dei veicoli demoliti sommato a un 10% di risparmio energetico.
L’Italia è lungi dal raggiungere tali standard, soprattutto a causa dell’assenza di strutture adeguate al recupero energetico e al trattamento del fluff.
Gli autodemolitori in Italia sono circa 1450, gestiscono 1 milione e 200 mila veicoli a fine vita, smaltendo circa 1,3 milioni di tonnellate di materiali ferrosi e non ferrosi.
Sia i dati italiani che quelli europei, con lo smaltimento totale di circa 7/8 milioni di veicoli enf of life, ci dicono quanto gli autodemolitori abbiano un ruolo davvero importante nell’ottica dell’economia circolare.

Veicoli fuori uso: il presente della rottamazione in Italia

La rottamazione di un veicolo segue diverse valutazioni, alcune puramente soggettive, quali la necessità di un’auto nuova determinata da gusti personali o da eventi o incidenti che hanno modificato irreparabilmente le funzionalità del veicolo.
Altre volte sono le normative vigenti, anche a livello locale, a spingere il piede dell’acceleratore verso il più vicino autodemolitore.

All’interno dell’impianto di autodemolizione il veicolo fuori uso viene privato delle componenti considerate pericolose, per mezzo di operazioni di messa in sicurezza. Successivamente sono estratti tutti i pezzi di ricambio da immettere sul mercato, provvedendo poi alla selezione dei rifiuti pericolosi, solo dopo, il veicolo è pressato e ridotto a cubo di lamiera.

Qui entrano in gioco gli impianti di frantumazione ed è in questa fase che il sistema appare lacunoso e frammentario, con alcuni impianti privi delle Bat (Best Available Techniques), cioè delle migliori tecnologie e altri, invece, dotati di sistemi di riciclaggio molto avanzati, con tecniche di separazione evoluta e riciclaggio del fluff.

Il fluff è la parte più difficile da riciclare, contenente sia la componente più leggera in uscita dalla frantumazione, quella che gli addetti ai lavori definiscono come light fluff e l’heavy fluff, cioè la componente più pesante, rappresentata da residui di plastica, rame, alluminio etc.

Veicoli fuori uso: si va verso il futuro

Per raggiungere gli standard europei, di cui abbiamo parlato a inizio articolo, è fondamentale investire nella funzionalità e nell’efficienza degli impianti, acquistando presse e presse cesoie altamente tecnologizzate come quelle presenti nel nostro catalogo.

Macchinari progettati per ottimizzare il processo produttivo, gestendo l’ingresso dei veicoli e l’uscita delle materie prime, comprese le cosiddette materie prime seconde, cioè gli scarti della produzione o di prodotti a fine vita da reimmettere nel mercato come materie prime, con le stesse modalità di vendita dei materiali da estrazione.
Waste Framework Directive (2008/98/EC)

Le sfide che attendono il settore degli autodemolitori sono tante, dalle crisi geopolitiche ancora in atto, alla scarsità delle materie prime che rendono difficile la consegna delle presse in tempi brevi (ne abbiamo parlato qui), all’obbligo di adeguarsi alla normativa vigente.

A Modena, il confronto degli autodemolitori italiani ed europei

Di questi temi si è ampiamente discusso all’ADA Premium Event, tenutosi a Modena lo scorso 25 giugno.
L’evento promosso dall’Associazione Demolitori di veicoli e Assoambiente è stata l’occasione per discutere dei nuovi sistemi di controllo e autocontrollo, della transizione ecologica e di veicoli elettrici.
In particolare, lo smaltimento dei veicoli elettrici è un tema da affrontare nell’immediato, perché porterà profondi cambiamenti nel settore, che si troverà con circa il
30% in meno del peso del rottame e conseguente azzeramento della vendita dei pezzi del motore, cambi e trasmissioni.

Il futuro degli autodemolitori? Investire nella qualità, acquistando macchinari di ultima generazione per godere anche delle agevolazioni dell’Industria 4.0.

Vuoi saperne di più? Contatta un nostro agente