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Nuovo Regolamento UE sui veicoli a fine vita: tutto rinviato alla prossima legislatura

20 Maggio 2025

Negli ultimi mesi si è parlato molto del nuovo regolamento europeo sui veicoli a fine vita.
La brutta notizia, però, è che gli addetti ai lavori – compresi gli autodemolitori – dovranno ancora attendere.
Secondo la Commissione Europea, ogni anno circa 6 milioni di veicoli giungono a fine ciclo, e una gestione inefficiente comporta perdite economiche, riduzione del valore recuperabile e un aumento significativo dell’inquinamento ambientale.

Nonostante l’urgenza del tema, il Parlamento europeo non riuscirà ad approvare il nuovo regolamento prima delle elezioni di giugno 2025.
La Commissione ENVI (Commissione per l’Ambiente, il Clima e la Sicurezza Alimentare) è in ritardo, anche a causa dei numerosi dossier legati al Green Deal. Se da un lato il Consiglio ha già avviato i lavori tecnici, il Parlamento tornerà a discutere la proposta solo nella prossima legislatura.

Nuovo regolamento europeo sui veicoli a fine vita: cosa cambia per il settore dell’autodemolizione

Il nuovo regolamento mira a sostituire l’attuale direttiva e ad ampliare il campo di applicazione: non solo automobili, ma anche moto, autobus e veicoli industriali.
L’obiettivo principale è aumentare il livello di circolarità del settore automotive, agendo anche in fase di progettazione per favorire la riciclabilità e l’utilizzo di materiali riciclati, in particolare plastiche (almeno il 25%, di cui una parte dovrà provenire da veicoli rottamati).

Tra le novità più rilevanti c’è l’introduzione della Responsabilità Estesa del Produttore (EPR).
Questa misura obbligherebbe le case automobilistiche a finanziare direttamente le attività di demolizione e riciclo dei veicoli a fine vita, attraverso fee versate per ogni veicolo immesso sul mercato.
Ciò potrebbe trasformare le aziende di autodemolizione in meri esecutori in conto lavoro, riducendo la loro autonomia economica, oggi basata sulla vendita di pezzi di ricambio e materiali recuperati.

Proprio per tutelare il settore, le associazioni ADA (Italia) e AEDRA (Spagna) hanno firmato un memorandum congiunto in cui chiedono:

  • di non riconoscere compensi agli impianti autorizzati (ATF) quando il valore residuo dei veicoli è positivo;
  • di rafforzare la collaborazione tra produttori e demolitori per mantenere sostenibile il valore economico dei veicoli a fine vita.

Parallelamente, la proposta prevede anche un aggiornamento della normativa sulle auto inquinanti, con sanzioni più severe e tempi stretti per l’adeguamento.
Misure che suscitano perplessità anche tra i produttori.

Altro punto chiave è il contrasto alle esportazioni illegali di veicoli fuori uso, spesso dichiarati falsamente come “usato funzionante” e inviati in Paesi in via di sviluppo.
Per contrastare il fenomeno, il regolamento propone di vietare l’esportazione dei veicoli che non superano un test di funzionamento su strada.

Si tratta di cambiamenti profondi per il settore. Anche se il testo è stato rinviato, rimarrà una priorità per il nuovo Parlamento europeo.
Chi lavora nel campo dell’autodemolizione dovrà tenere alta l’attenzione: si prospettano nuovi obblighi, nuovi ruoli e nuove responsabilità.

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