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ZES Unica sud e tax credit dal 12 giugno

3 Giugno 2024

Pubblicato in Gazzetta il 21 maggio scorso, il decreto attuativo del credito d’imposta per investimenti nella ZES Unica sud.

Dal 1° gennaio 2024, le regioni del sud Italia sono state inserite nella cosiddetta Zona Economica Speciale Unica (ZES Unica), grazie alla conversione in legge del Decreto Sud n. 124/2023.
L’iniziativa rappresenta un’importante opportunità per le regioni come Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, definite, per l’appunto, come ZES o zone economiche speciali.

Cosa vuol dire ZES?


Infatti, le ZES sono aree delimitate in cui le attività economiche e imprenditoriali possono beneficiare di condizioni speciali in termini di investimenti e sviluppo d’impresa, creando così un terreno fertile per la crescita economica e l’innovazione.
Le misure a favore di quest’area consistono in interventi fiscali e non fiscali. In particolare, in Italia tra le misure fiscali annoveriamo il riconoscimento di un credito di imposta in relazione agli investimenti, alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti, alla localizzazione e alla dimensione dell’impresa.

Come anticipato, con il decreto attuativo dello scorso maggio si passa alla fase pratica delle domande.
Vediamo cosa fare.

Tax credit per investimenti nella ZES Unica mezzogiorno

Dal 12 giugno al 12 luglio 2024, le imprese possono richiedere il credito d’imposta per investimenti realizzati o da realizzare nel 2024 nella Zona Economica Speciale (ZES) unica per il Mezzogiorno. Possono accedere al tax credit tutte le imprese con sede nelle regioni interessate (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna), indipendentemente dalla forma giuridica e dal regime contabile.

Chi è escluso? I settori dell’industria siderurgica, carbonifera e della lignite, trasporti, magazzinaggio, supporto ai trasporti, produzione e distribuzione di energia, settori creditizio, finanziario e assicurativo, imprese in liquidazione o crisi economica.

Investimenti ammissibili

Gli investimenti devono essere realizzati tra il 1° gennaio 2024 e il 15 novembre 2024.
Tra gli investimenti ammessi ricordiamo l’acquisto di nuovi macchinari, di impianti e attrezzature per strutture produttive, terreni e immobili strumentali all’attività.
Sono, invece, esclusi dalla richiesta: beni destinati alla vendita e materiali di consumo.

Limite massimo: valore dei terreni e fabbricati non superiore al 50% dell’investimento totale.

Progetti di investimento ammissibili: minimo 200.000 euro, massimo 100 milioni di euro.

Percentuali del Tax Credit


L’ammontare del Tax Credit varia per regione ed è relazionato a quanto convenuto nella Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027. Ecco una breve lista:

  • Calabria, Campania, Puglia (eccetto territori del fondo per la transizione giusta), Sicilia: 40% dei costi.
  • Basilicata, Molise, Sardegna (eccetto territori del fondo per la transizione giusta): 30% dei costi.
  • Territori del fondo per la transizione giusta in Puglia e Sardegna: rispettivamente 50% e 40% dei costi.
  • Abruzzo (zone assistite): 15% dei costi.

Come farne richiesta?

Come detto, le imprese hanno un mese di tempo per comunicare all’Agenzia delle Entrate le spese sostenute dal 1° gennaio 2024 e quelle previste fino al 15 novembre 2024.
È prevista, inoltre, la possibilità di rettificare le richieste, presentando un nuovo modello.

Il modello specifico per la richiesta sarà disponibile dal 12 giugno 2024.

Utilizzo del credito d’imposta

Il contributo sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione con il modello F24, attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate e i crediti superiori a 150.000 euro saranno utilizzabili solo dopo controlli e autorizzazione dell’Agenzia.

Inoltre, i beni agevolati devono entrare in funzione entro il secondo periodo d’imposta successivo alla loro acquisizione.

Vincoli temporali e decadenza

Ci sono, ovviamente, dei vincoli temporali. Infatti, i beni devono essere mantenuti in funzione e l’attività deve continuare nella ZES per almeno cinque anni dopo il completamento dell’investimento.

In caso di dismissione, cessione, o cambio di destinazione dei beni entro il quinto periodo d’imposta successivo, il credito d’imposta è ricalcolato escludendo tali beni.

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ZES Unica sud e tax credit dal 12 giugno