Il futuro degli autodemolitori: transizione elettrica e standard europei

20 Ottobre 2022

La transizione elettrica investe anche il settore degli autodemolitori, già impegnati con l’adeguamento alle normative europee.
Ma quali sono i limiti attuali del comparto e quali le prospettive future, con impianti capaci di lavorare veicoli a combustione interna ed elettrici?

Vediamolo nel dettaglio.

La normativa europea auspica che circa l’85% in peso dei materiali di un veicolo fuori uso siano riciclati.

In particolare, la Direttiva 200/53/CE sul riciclo dei veicoli fuori uso, recepita nel Decreto legislativo 24 giugno 2003, prevede una percentuale di reimpiego e recupero del 95%, solo il 5% rientrerebbe nei materiali non riciclabili: l’85% del riuso e del riciclo dei veicoli demoliti sommato a un 10% di risparmio energetico.
L’Italia è lungi dal raggiungere tali standard, soprattutto a causa dell’assenza di strutture adeguate al recupero energetico e al trattamento del fluff.
Gli autodemolitori in Italia sono circa 1450, gestiscono 1 milione e 200 mila veicoli a fine vita, smaltendo circa 1,3 milioni di tonnellate di materiali ferrosi e non ferrosi.
Sia i dati italiani che quelli europei, con lo smaltimento totale di circa 7/8 milioni di veicoli enf of life, ci dicono quanto gli autodemolitori abbiano un ruolo davvero importante nell’ottica dell’economia circolare.

Veicoli fuori uso: il presente della rottamazione in Italia

La rottamazione di un veicolo segue diverse valutazioni, alcune puramente soggettive, quali la necessità di un’auto nuova determinata da gusti personali o da eventi o incidenti che hanno modificato irreparabilmente le funzionalità del veicolo.
Altre volte sono le normative vigenti, anche a livello locale, a spingere il piede dell’acceleratore verso il più vicino autodemolitore.

All’interno dell’impianto di autodemolizione il veicolo fuori uso viene privato delle componenti considerate pericolose, per mezzo di operazioni di messa in sicurezza. Successivamente sono estratti tutti i pezzi di ricambio da immettere sul mercato, provvedendo poi alla selezione dei rifiuti pericolosi, solo dopo, il veicolo è pressato e ridotto a cubo di lamiera.

Qui entrano in gioco gli impianti di frantumazione ed è in questa fase che il sistema appare lacunoso e frammentario, con alcuni impianti privi delle Bat (Best Available Techniques), cioè delle migliori tecnologie e altri, invece, dotati di sistemi di riciclaggio molto avanzati, con tecniche di separazione evoluta e riciclaggio del fluff.

Il fluff è la parte più difficile da riciclare, contenente sia la componente più leggera in uscita dalla frantumazione, quella che gli addetti ai lavori definiscono come light fluff e l’heavy fluff, cioè la componente più pesante, rappresentata da residui di plastica, rame, alluminio etc.

Veicoli fuori uso: si va verso il futuro

Per raggiungere gli standard europei, di cui abbiamo parlato a inizio articolo, è fondamentale investire nella funzionalità e nell’efficienza degli impianti, acquistando presse e presse cesoie altamente tecnologizzate come quelle presenti nel nostro catalogo.

Macchinari progettati per ottimizzare il processo produttivo, gestendo l’ingresso dei veicoli e l’uscita delle materie prime, comprese le cosiddette materie prime seconde, cioè gli scarti della produzione o di prodotti a fine vita da reimmettere nel mercato come materie prime, con le stesse modalità di vendita dei materiali da estrazione.
Waste Framework Directive (2008/98/EC)

Le sfide che attendono il settore degli autodemolitori sono tante, dalle crisi geopolitiche ancora in atto, alla scarsità delle materie prime che rendono difficile la consegna delle presse in tempi brevi (ne abbiamo parlato qui), all’obbligo di adeguarsi alla normativa vigente.

A Modena, il confronto degli autodemolitori italiani ed europei

Di questi temi si è ampiamente discusso all’ADA Premium Event, tenutosi a Modena lo scorso 25 giugno.
L’evento promosso dall’Associazione Demolitori di veicoli e Assoambiente è stata l’occasione per discutere dei nuovi sistemi di controllo e autocontrollo, della transizione ecologica e di veicoli elettrici.
In particolare, lo smaltimento dei veicoli elettrici è un tema da affrontare nell’immediato, perché porterà profondi cambiamenti nel settore, che si troverà con circa il
30% in meno del peso del rottame e conseguente azzeramento della vendita dei pezzi del motore, cambi e trasmissioni.

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